IL LINFODRENAGGIO MANUALE

Linfa e Salute


Dentro il nostro corpo c’è il sistema linfatico, una sterminata rete di piccoli e grandi vasi, che possiamo immaginare come un complesso canale d’irrigazione, capace di incunearsi fin nei più remoti tessuti.

All’interno di questi vasi scorre la linfa, un liquido biancastro e trasparente, che contiene sali, acqua e proteine, e che proviene dal sangue per poi ritornarvi.

Sotto lo stimolo del cuore, infatti, una parte di plasma sanguigno fuoriesce dai capillari e va nei tessuti a mescolarsi con le scorie. L’acqua ed i sali rientrano poi nella circolazione venosa di ritorno. Le proteine, invece, essendo molecole più grosse, non riescono a seguire lo stesso percorso e restano nei tessuti mescolandosi ai prodotti di disgregazione. Interviene allora il sistema linfatico, che riassorbe questo filtrato più pesante e lo conduce, attraverso fiumiciattoli minimi come i capillari e i vasi linfatici, e poi canali sempre più grandi, come il Dotto Toracico, fino alla base del collo, là dove s’incontrano e si fondono due vene portanti: la SUCCLAVIA e la GIUGULARE. Qui la linfa termina il suo viaggio e si riconsegna al sangue che l’aveva generata.


QUAL E’ IL COMPITO DELLA LINFA?


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Il filtraggio della linfa è un processo assolutamente basilare per il mantenimento della salute umana, perché controlla la depurazione e vigila sull’insorgere delle infezioni.

I germi che cercano di attaccare l’organismo, devono per forza scontrarsi con una sorta di “polizia” specializzata che la linfa si porta dietro: dei “vigilantes”, detti LINFOCITI, i quali producono instancabilmente gli anticorpi, dei “killer” addestrati ad uccidere gli invasori. L’insieme dei residui dannosi, i prodotti di scarto del metabolismo, e tutto ciò che è contro la vita, naviga in quest’acqua rigeneratrice”, e penetra obbligatoriamente nei LINFONODI: barriere di controllo dove si lavora per ripulire la linfa e farla ripartire libera da germi e da scorie verso quel lungo viaggio che finirà nel gran mare del sistema sanguigno.

Senza che ce ne rendiamo conto, ognuno di noi, ogni giorno della vita, e da milioni d’anni, non è altro che il terreno di lotta fra linfociti e germi patogeni, fra buoni e cattivi. Nel linfonodo avviene lo scontro frontale, e se i buoni, (linfociti), vincono, permane lo stato di salute.

Ad ogni stazione linfatica ci sarà quindi una guerra spietata, e la linfa dovrà uscire un po’ più pulita rispetto alla stazione precedente, per entrare sterile nella circolazione venosa generale. In caso contrario si avrebbe una disseminazione selvaggia di batteri, tale da compromettere lo stato di salute dell’organismo.

Questo processo di sterminio d’eventuali nemici si compie quotidianamente nell’individuo sano, se non altro per eliminare le cellule vecchie o compromesse.

Se il flusso linfatico subisce dei rallentamenti, i tessuti s’intossicano a causa dei rifiuti, e la linfa ristagna, impregna le cellule e, aggiungendosi la vecchia alla nuova, crea una situazione d’allagamento che cresce. Tale accumulo di liquidi è L’EDEMA che si manifesta con il gonfiore. In una situazione del genere assume un’importanza decisiva il DRENAGGIO LINFATICO MANUALE, il cui scopo è di aumentare la capacità di trasporto della linfa.


LINFODRENAGGIO:
UNA TECNICA RECENTE

Il massaggio linfatico, a differenza di altri che affondano le loro origini nella notte dei tempi, è una pratica abbastanza recente, consolidata in questi ultimi decenni, ma non per questo meno efficace di altre.

Anche se già i Greci della scuola medica di Ippocrate quattro secoli prima di Cristo si occuparono di linfa e molto più avanti, intorno all’anno Mille dopo Cristo, gli studiosi arabi descrivono la circolazione linfatica, bisogna attendere il XVII secolo per trovare una documentazione più ampia, frutto dello studio di scienziati europei.

Solo alla fine del secolo scorso e all’inizio del nostro si sono sviluppati sudi rigorosi e scientifici sul sistema linfatico e sono state portate avanti le ricerche sul rapporto che esso ha con quello sanguigno, sui meccanismi che lo regolano e sul significato che assume, nelle diverse situazioni, il passaggio della linfa nell’organismo.


COS’E’ IL LINFODRENAGGIO MANUALE?

E’ un particolare tipo di massaggio del corpo e del viso, che ha notevoli applicazioni, oltre che in campo estetico, anche nella cura di molte malattie. Perché la linfa bloccata possa scorrere, il massaggio deve facilitare l’apertura delle stazioni linfatiche in un viaggio a ritroso.

L’ultima uscita della linfa, nella zona del collo, dove confluiscono la vena giugulare e la succlavia, sarà “aperta” sempre per prima, per permettere che il flusso linfatico appena ripulito s’immetta nel sangue.

Di conseguenza, sbloccata l’uscita finale, si massaggeranno le stazioni limitrofe (le più importanti sono quelle ascellari ed inguinali) per ricreare nuovamente il ritmo che permette alla linfa di riprendere il suo giusto cammino.


PER CHI E’ INDICATO?

Possiamo dire innanzi tutto che l’azione più efficace, quella che altri tipi di intervento manipolatori non sono in grado di ottenere, è quella antiedematoso.

Gli edemi, capaci di determinare gonfiore, possono interessare una o più zone del corpo: la parte edematosa si presenta tumida, tesa, liscia, quasi lucente; una pressione manuale determina un infossamento che tarda a scomparire. L’edema può essere provocato da un ristagno del sangue nelle vene o dall’aumento di cloruro sodico e di acqua nel sangue.

L’uso del massaggio linfatico sugli edemi che si manifestano nelle persone durante il periodo premestruale, durante la gravidanza oppure nella stagione più calda o ancora in chi si trova a operare quotidianamente in stazione eretta è diventato invece pratica quotidiana, che non prevede un intervento medico.

Questo massaggio, come abbiamo già detto, accelera la corrente di flusso linfatico. Quando su una parte del corpo sono presenti delle ferite o delle ulcerazioni, l’arrivo di linfa fresca, ricca di cellule ricostruttrici favorisce il processo di cicatrizzazionestesso massaggio inoltre è in grado di eliminare dalla zona colpita le sostanze irritanti, che impediscono la ricostruzione dei tessuti connettivi.

L’aumento delle difese immunitarie è senza dubbio uno dei processi più importanti della linfa riesce a mettere in moto.

Il drenaggio contribuisce a nutrire meglio i tessuti ed è in grado di restituire equilibrio idrico alle zone disidratate; la pelle grigiastra, tipico segno di invecchiamento, ritorna a poco a poco rosea e luminosa; la pelle secca, squamosa riacquista compattezza e tono.

Il trattamento manuale, molto lento e ritmato, assicura sempre un effetto rilassante sia sui singoli muscoli, interessati da contratture o strappi, sia sull’organismo in generale. Chi si sottopone a massaggio linfatico generale, soprattutto se ansioso o affaticato, riesce a ritrovare un benessere psicofisico generale e a ritrovare il sonno perduto.